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Tutor autostradali: miti e credenze da sfatare

Da quando è stato introdotto sulla rete autostradale nel 2004, il Sistema Informativo per il controllo delle velocità (SICVE), più comunemente noto come Tutor, ha contribuito a far rispettare i limiti di velocità imposti dal Codice della Strada agli automobilisti rendendo più sicure le autostrade italiane. Già a un anno dalla sua introduzione, si registra infatti una diminuzione del 50% del tasso di mortalità e una riduzione del 34% del tasso di incidentalità con feriti nelle tratte monitorate. (Fonte: Autostrade per l’Italia -www.asaps.it)

Come funziona il Tutor?

A differenza del tradizionale Autovelox che accerta la velocità delle vetture solo in un determinato istante, il Tutor permette di rilevare la velocità media dei veicoli su una tratta autostradale di lunghezza variabile posta tra due porte di rilevamento. Quando il veicolo attraversa il portale del Tutor, i sensori a terra attivano la fotocamera in alto, che registra targa, data e ora. Al passaggio dal secondo portale, i dati di percorrenza vengono inviati a un sistema centralizzato che calcola la velocità media della vettura. Nel caso in cui non siano stati rispettati i limiti imposti dal Codice della Strada, il sistema si collega al database della Motorizzazione Civile per risalire all’intestatario del veicolo;  successivamente la Polizia Stradale, accertata la violazione, avvierà la procedura di notifica al trasgressore.

Con il Tutor quindi è inutile rallentare fino a velocità di codice in corrispondenza delle telecamere, perché in ogni caso il sistema rileva la velocità media dei veicoli tra i due portali.

Dubbi e leggende sui Tutor

Nonostante il Tutor sia stato installato lungo le Autostrade Italiane da ormai 15 anni, sono ancora in molti ad avere dubbi sul suo funzionamento.

  • La corsia d'emergenza: tanti ritengono che percorrendola si possa sfuggire alle misurazioni, tuttavia i Tutor sono stati dotati di sistemi di rilevazione anche per le corsie d'emergenza. Inoltre, transitare senza motivo sulla corsia destinata ai soccorsi comporta, oltre alla sanzione amministrativa, la sospensione della patente.
  • Il passaggio sotto i portali: in molti pensano che transitare a cavallo di due corsie consenta loro di ingannare il Tutor, ma le telecamere sono orientate in modo da essere perfettamente in grado di controllare lo spazio tra le corsie.
  • La velocità: qualcuno crede che una velocità superiore ai 250 km/h non venga rilevata, ma in realtà il Tutor riesce a registrare qualsiasi violazione dei limiti di velocità.
  • Il meteo: tra le leggende più comuni c'è quella che vede il Tutor fuori uso di notte o in caso di pioggia o nebbia. Il Tutor di fatto è attivo 24 ore su 24 e 7 giorni su 7 indipendentemente dalle condizioni atmosferiche, anche se alcuni tratti sono monitorati solo in alcune ore del giorno. In caso di pioggia o nebbia il limite scende e l’aggiornamento del limite di velocità viene applicato al Tutor su decisione e ad opera della Polizia Stradale.
  • Il telepass: alcuni sostengono che il Tutor rilevi la targa di un veicolo che supera i limiti di velocità solo se munito di telepass, ma il controllo elettronico svolge la sua funzione indipendentemente dalla presenza a bordo di un telepass.
  • La tolleranza: l’esatta percentuale applicata al valore di velocità rilevato è pari al 5%.

Fonti: Automobile.it; Motor1.com

Team SIFÀ

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