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auto di lusso crescita test
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Marchi auto di lusso: la crescita sorprendente post-Covid

L’emergenza sanitaria e le conseguenze a essa legate – come la crisi dei chip, i ritardi di consegna dei veicoli nuovi per mancanza di materie prime, l’aumento dei prezzi delle fonti energetiche e del carburante e l’attuale conflitto in Ucraina – hanno generato un calo di vendite preoccupante nel settore automotive a livello mondiale, ma dati alla mano sembrerebbe che una particolare fetta del mercato non stia risentendo del periodo negativo, anzi.

Si tratta dei marchi di auto di lusso che, dopo l’avvento del Covid, stanno sorprendentemente ottenendo crescite a doppia cifra: lo si evince dai numeri dello scorso anno, recentemente resi noti dai Costruttori, e i motivi sono da ricercare nel quantitativo contenuto di unità costruito all’anno e dal particolare bacino di clientela a cui si rivolgono. Il dato sorprendente, però, è che la pandemia non solo non ha intaccato particolarmente le vendite di questi tipi di veicoli, ma addirittura ha spinto ai massimi il mercato, facendo toccare ovunque numeri e fatturati da record. Il 2021, infatti, verrà ricordato come una delle migliori annate per molte delle Case automobilistiche di lusso. Di seguito analizzeremo meglio questo fenomeno.

I numeri della crescita sorprendente

La Casa di Goodwood non ha mai registrato così tante immatricolazioni nei suoi 117 anni di storia, con una crescita del +49% sul 2020 e con consegne che hanno raggiunto 5.586 unità. «Abbiamo registrato una domanda senza precedenti» – ha commentato l’AD di Rolls-Royce, Torsten Müller-Ötvös – «risultati record nonostante la preoccupante crisi dei microchip che ha paralizzato il mercato mondiale».

Il boom di vendite è stato recepito anche da tutti gli altri produttori di veicoli di lusso: Bentley ha registrato un massimo storico con 14.659 consegne e un +31% sul 2020; Lotus ha chiuso l’anno con un +24% e 1.710 vendite; Aston Martin ha segnato un’impennata dell’82% a 6.182 unità; Porsche segna il suo record storico di oltre 300.000 vetture consegnate e un +11% sull'anno precedente; anche Ferrari ha superato il suo tetto storico di 10.131 vetture immatricolate, con una crescita eccezionale soprattutto nei mercati internazionali come Stati Uniti (+40%) Cina, Hong Kong e Taiwan (+236%).

Cifre eccezionali anche per Lamborghini, che ha consegnato 8.405 vetture a livello globale, segnando il suo miglior risultato di sempre a livello commerciale. Come sottolinea Stephan Winkelmann, Chairman e CEO del marchio: «Il 2022 ci vede impegnati per consolidare i risultati di oggi e preparare l’arrivo della futura gamma ibrida a partire dal 2023». Il nuovo anno, infatti, è iniziato per la Casa con prospettive davvero positive, grazie a un portafoglio ordini già in grado di coprire quasi per intero la produzione pianificata dell’anno.

Le ragioni del successo

In realtà, non è solo il settore delle auto di lusso a emergere. Secondo i dati diffusi dal settore commercio UE, è l’intero segmento lusso ad aver beneficiato del periodo post-Covid. Il fatturato del 2021 è stato di circa 440 miliardi di euro con 2,2 milioni di persone impiegate nei vari settori, dalle auto alla moda, dai viaggi agli hotel, alla nautica. Infatti, si stima che solo il suddetto settore abbia contribuito al 3% del PIL in Europa, che rappresenta il 70% della clientela.

L'effetto psicologico provocato dal periodo di isolamento causato dalla pandemia è stato indubbiamente uno dei fattori ad aver pesato su questa crescita repentina di beni di consumo di alto livello. Il mercato del lusso, infatti, segue delle dinamiche diverse e soprattutto soddisfa i bisogni di una clientela molto specifica e settoriale. Secondo Guillaume Crunelle, analista del settore automobilistico di Deloitte, i clienti di queste auto non sono stati esposti come gli altri alle ricadute finanziarie della crisi ma, per la maggior parte di loro, il problema era che non potevano uscire di casa.

Come conferma l’AD di Rolls-Royce, Torsten Müller-Ötvös, nel settore del lusso la lotta non si è concentrata tanto sul tentativo di trovare clienti, quanto sull’assemblaggio di un numero di prodotti sufficiente a soddisfare le richieste. La pandemia ha costretto molte persone a fermarsi, a non viaggiare più e per questo motivo c’è parecchia ricchezza accumulata e che viene spesa in beni di lusso.

In particolare, concentrandosi sul mercato di auto di lusso, un altro aspetto che contraddistingue questo tipo di marchi – in questo complesso periodo di crisi – sono i tempi di consegna meno penalizzanti rispetto a quelli degli altri brand.

Come spiega Ado Fassina, Dealer Principal di Bentley Italia, rispetto alla media degli altri marchi, i tempi di attesa si attestano attorno ai 6 mesi e non sono cresciuti tantissimo rispetto al passato. Il trend è dovuto anche al fatto che le Case prediligono equipaggiare le auto più costose con i pochi microchip a disposizione e, quindi, il mercato del lusso è meno penalizzato rispetto a quello dei brand generalisti e dei brand premium.

Team SIFÀ

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