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Flotte Aziendali Sostenibili
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Flotte aziendali sostenibili, quale alimentazione: ibrido o elettrico?

Dal 1° gennaio 2020 è entrato in vigore un nuovo regolamento che ridefinisce i livelli di prestazione in merito alle emissioni di CO2 delle autovetture e dei veicoli commerciali nuovi. Tale provvedimento nasce dall’intento dell’Unione Europea di voler ridurre entro il 2025 le emissioni del parco auto del 15% e del 37,5% entro il 2030. La nuova normativa, pertanto, prevede una graduale transizione verso una mobilità più sostenibile e a zero emissioni grazie anche ai numerosi incentivi da parte del Governo e delle Amministrazioni regionali atti ad aumentare la diffusione di veicoli a basse e/o a zero emissioni.
Di conseguenza, anche i fleet manager stanno gradualmente cambiando approccio nella gestione delle flotte aziendali, mostrando, negli ultimi anni, un vivo interesse nei confronti dei veicoli elettrici e ibridi e cercando di identificare quale tra queste due opzioni green risulti essere la più funzionale e la più conveniente per la propria azienda. Di seguito saranno evidenziati i punti di forza di questi due tipi di alimentazione eco-friendly.

La lenta transizione dal motore alla batteria: le analisi Dataforce

Secondo le analisi Dataforce, l’immatricolazione di auto ibride nel 2020 è più che triplicata rispetto al 2019 e il 15% delle vendite è avvenuto per le società di Noleggio a Lungo Termine. I numeri del mercato hanno dimostrato infatti come il NLT sia una soluzione particolarmente aderente a una mobilità eco-sostenibile: se è vero che l’auto a benzina vale ancora nel 2020 il 40% delle immatricolazioni, per il Noleggio a Lungo Termine non si arriva neanche al 20%.

Sono soprattutto i clienti privati ad abbandonare con più facilità i veicoli a benzina e/o diesel, approfittando delle numerose agevolazioni alla circolazione di auto green in città a differenza di quelle diesel. Dall’altra parte, però, i driver aziendali che tendono a percorrere un numero di chilometri nettamente più alto soprattutto su autostrade e fuori da contesti urbani risentono maggiormente della carenza di infrastrutture di ricarica sul territorio nazionale. Tale problema risulta essere ancora uno dei maggiori limiti che scoraggia l’adozione di una tipologia di veicoli diversa da quella tradizionale: per i grandi macinatori di chilometri, infatti, la soluzione più conveniente rimane tuttora il diesel sebbene, nel 2020, si è verificato un calo del 7,5% delle immatricolazioni di auto endotermiche rispetto al 2019. Nonostante le campagne di demonizzazione del diesel degli ultimi anni, le auto a gasolio di ultima generazione garantiscono in realtà emissioni e consumi decisamente bassi.

Auto ibrida: il giusto compromesso tra diesel ed elettrico

Il motivo per cui la flotta aziendale ibrida è oggi un trend in forte crescita è legato al fatto che le auto ibride risultano essere un’ottima via di mezzo tra i veicoli ad alimentazione tradizionale e quelli ad alimentazione elettrica. L’aspetto principale sono proprio le agevolazioni alla circolazione e la riduzione delle emissioni.

La Full Hybrid è oggi il modello di auto ibrida più diffuso in quanto è il primo ad aver debuttato nel mondo dell’automotive ed è anche quello che permette di viaggiare a zero emissioni, anche se per pochi chilometri (circa 3/4 km).

La struttura delle Plug-in, invece, si basa su di un motore termico associato a un’unità elettrica, come sulle ibride tradizionali, e la ricarica può avvenire collegando la vettura “alla spina”: a batteria completamente scarica, l’auto si comporta come una “normale” ibrida. Con questa soluzione, sarà possibile percorrere più chilometri mantenendo i livelli di consumo di carburante molto bassi.

I tempi di ricarica di un’auto ibrida sono dimezzati rispetto a una elettrica (tra le 2 e le 4 ore). Alcune case automobilistiche offrono lo stesso modello in versione Full Hybrid e Plug-in Hybrid con una differenza di costo (che può risultare importante) a parità di modello. Per il risparmio economico, la Full Hybrid risulta essere ancora la tipologia ibrida più diffusa sul mercato.

Ricarica le batterie: l’auto elettrica

Se da un lato si è verificato un maggiore interesse da parte dei fleet manager nei confronti dell’auto ibrida, dall’altro l’elettrico, seppur in aumento, rimane un segmento di “nicchia” nell’ambito delle flotte aziendali. Come già ricordato, il maggiore deterrente che attualmente sfavorisce una diffusione massiccia dell’elettrico sul mercato è la carenza di un’infrastruttura di ricarica capillare ed estesa su tutto il territorio nazionale, soprattutto lungo la rete autostradale dove le colonnine risultano essere ancora poche e mal distribuite. A rallentare ulteriormente il passaggio nelle flotte aziendali dall’endotermico all’elettrico sono:

  • la ridotta autonomia delle vetture a zero emissioni
  • una scarsa conoscenza di questa tecnologia
  • una bassa predisposizione al cambiamento di alcune imprese che preferiscono ancora puntare su modelli diesel e benzina

Tra i fattori che contribuiscono a rendere invece le auto elettriche più convenienti nel lungo termine vi è una combinazione tra le tasse più basse, i costi di manutenzione ridotti e gli incentivi sul prezzo d’acquisto. Le agevolazioni fiscali sono la chiave per porre le basi di una diffusione capillare delle auto elettriche, a discapito di quelle termiche. Una diffusione che porterà anche a ridurre le emissioni inquinanti a livello locale.

I veicoli a batteria elettrica necessitano inoltre di un tipo di manutenzione nettamente inferiore: un’auto elettrica costa annualmente circa un terzo rispetto ad un’auto benzina o diesel. A differenza delle auto endotermiche, la manutenzione ordinaria delle auto elettriche si concentra generalmente sulla parte elettronica di trasmissione e sulla manutenzione dell’impianto frenante (i veicoli elettrici infatti non necessitano di controlli ordinari legati alla manutenzione del motore – come le candele, i filtri e l’olio motore – semplicemente perché non ne sono provvisti).

Flotta aziendale: conviene di più auto ibrida o elettrica?

L’emergenza sanitaria ha messo a dura prova il settore del Noleggio a Lungo Termine facendo emergere nuove e diverse esigenze dei clienti. Il periodo che stiamo vivendo, inoltre, ha sicuramente accelerato un cambiamento culturale già in atto, ovvero l’aumento di interesse da parte dei clienti di società di noleggio, tra le quali anche SIFÀ, per un tipo di mobilità più sostenibile e di conseguenza per il noleggio di veicoli ibridi ed elettrici.

Uno dei plus di SIFÀ è quello di offrire una consulenza efficace e mirata alle esigenze di ogni singolo cliente. Il nostro compito è quello di suggerire un adeguato mix tra vetture endotermiche, ibride e completamente elettriche e questo soprattutto analizzando il ‘profilo’ dell’utilizzatore e la sua effettiva modalità di impiego del mezzo. In ogni caso, la ricerca tecnologica e gli investimenti che oggi si stanno compiendo sul fronte dell’elettrificazione porteranno con ogni probabilità a un rafforzamento delle infrastrutture e a una diffusione più capillare delle vetture elettriche nell’arco del prossimo decennio. 

SIFÀ, da sempre un’azienda socialmente responsabile, ha costituito al proprio interno una divisione specifica per la transizione elettrica delle flotte, ispirandosi ai principi dell’Economia Circolare. Il paradigma della “Circular Mobility” (marchio registrato) rappresenta infatti il contenitore ideale per sviluppare tutti i progetti e le iniziative di Corporate Social Responsibility dell’Azienda. Per rimanere sempre aggiornato sulle novità legate al tema visita il sito https://www.circularmobility.it/.

Team SIFÀ

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