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come cambia mondo auto test
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Come cambia il mondo dell’auto: la survey dei Fleet e Mobility Manager

Lo transizione verso la e-mobility è in pieno svolgimento e un grande merito per questo processo va anche alle grandi aziende che preferiscono sempre di più implementare i loro parchi auto con veicoli ibridi plug-in e, in aggiunta, anche di veicoli full-electric, andando dunque a dotare le proprie sedi con un numero sempre maggiore di colonnine di ricarica. In parallelo, le aziende sono più attente al contenimento dei costi e delle risorse in ottica di Responsabilità Sociale d’Impresa, un fattore fondamentale che ricade spesso nelle responsabilità del Fleet e Mobility Manager.

Questi sono solo alcuni dei punti che sono emersi dalla survey condotta dalla testata di settore Fleet Magazine in collaborazione con Osservatorio Top Thousand: un’analisi che testimonia l’orientamento sempre più consolidato delle grandi imprese a diventare sostenibili.

In seguito, analizzeremo i punti salienti della survey.

Come si differenzia il parco auto delle aziende

Su un campione di 91.097 aziende intervistate, c’è una netta preferenza della formula del noleggio (94% della flotta complessiva) e, inoltre, l’utilizzo di circa 63.000 LCV e allestiti rappresenta un chiaro segnale dell’operatività dominante dovuta alle attuali esigenze di mobilità delle imprese.

In parallelo, anche i diversi tipi di alimentazione dei veicoli utilizzati nelle flotte evidenziano quanto le aziende siano il fulcro della transizione energetica: il numero totale degli EV (4.163, tra cui 2.121 auto e il resto LCV, tricicli e quadricicli) è in rilevante crescita, mentre quello degli ibridi (7.199) evidenzia un trend ormai consolidato. Suscita particolare attenzione la percentuale di plug-in nelle flotte che ormai raggiunge il 35% del totale hybrid, mentre i mild hybrid (il 54%) sono oggi la soluzione preferita da chi deve affrontare lunghe percorrenze e ha ancora necessità dell’efficienza dei motori termici. Questo cambiamento di transizione, inoltre, coinvolge anche i furgoni, sebbene siano ancora a una fase “primordiale” dell’elettrificazione: secondo il campione intervistato, circa 600 LCV sono elettrificati, dei quali il 94% elettrici, coerentemente con la richiesta del mercato di soddisfare gli spostamenti dell’ultimo miglio.

Verso la sostenibilità: il via dato dalle grandi aziende

Uno dei dati più rilevanti emersi dalla survey è che sono le grandi aziende a spianare la strada verso la sostenibilità: i Fleet e Mobility Manager intervistati (85%) hanno dichiarato infatti di aver inserito nel parco auto aziendale veicoli ibridi negli ultimi 12 mesi e un numero ancora più alto (88,5%) è intenzionato a inserirli nell’anno in corso. Nonostante le difficoltà da affrontare a causa dei ritardi cronici nei tempi di consegna di veicoli nuovi, tra il 2021 e l’inizio del 2022 le grandi imprese hanno introdotto 4.599 vetture ibride e ne forniranno altre 5.167 quest’anno.

Per quanto riguarda i veicoli full-electric, i numeri di unità raggiunti sono inferiori: solo la metà del campione nell’ultimo anno, per un totale di 1.482 veicoli, ma è significativo come il 77% sia intenzionato a inserirli nei prossimi 12 mesi.

Un altro dato interessante rilevato dal sondaggio è quello relativo alle tipologie di utilizzo: se sulle ibride c’è una predominanza totale dell’uso promiscuo, sulle elettriche- - se fino a qualche anno fa venivano utilizzate quasi esclusivamente in pool - adesso 9 aziende su 13 le assegnano ai driver in fringe benefit.

I tre quarti del campione riconosce comunque il grande vantaggio di elettrificazione delle proprie flotte aziendali, riconoscendo plus quali: la compliance con i valori aziendali (55%), le agevolazioni alla mobilità (38%), la responsabilità sociale di impresa (33%) e il risparmio (22%).

Tuttavia, se ne evidenziano anche gli ostacoli, in particolare: l’autonomia insufficiente della batteria e la carenza di infrastrutture di ricarica su tutto il territorio nazionale, che rendono i veicoli alla spina tuttora inadatti alla mobilità su lunghe percorrenze o comunque in contesti extra urbani.

Come si ricaricano le auto elettriche della flotta aziendale

I Fleet e Mobility Manager delle grandi aziende si sono espressi anche in merito alla gestione della ricarica dei veicoli: il 74% la gestisce con le colonnine e le wall-box installate nelle sedi, mentre il 48% e il 30% hanno stretto accordi con una multiutility, oppure si “affida” alla ricarica domestica dei driver.

Gli ADAS: la sicurezza è un elemento imprescindibile

La sicurezza rappresenta una priorità assoluta per le grandi aziende e i Fleet e Mobility Manager lavorano per adottare sistemi di assistenza alla guida per policy sulle auto e gli LCV dei propri parchi. In parallelo, si sta prestando sempre più attenzione all’incolumità dei driver al volante e, al tempo stesso, ai bilanci aziendali. L’85% degli intervistati, infatti, è a conoscenza che a partire da quest’anno alcuni ADAS diventeranno obbligatori per legge e questo è il segno inequivocabile del crescente interesse in merito ai sistemi di sicurezza attuali come: la frenata d’emergenza, il Lane Assist e il monitoraggio dell’angolo cieco, il Cruise Control Adattivo, il Park Assist e il riconoscimento dei segnali stradali.

Fleet e Mobility Manager: come si è sviluppata la professione

L’emergenza sanitaria e l’accelerazione del processo di elettrificazione, hanno determinato un forte cambiamento anche nelle dinamiche aziendali che stanno dando sempre più spazio alla figura del “responsabile delle flotte”. La professione del Fleet e Mobility Manager, ad oggi, richiede delle specifiche ben precise e una formazione sempre più consolidata.

Infatti, la pandemia ha richiesto un cambiamento all’interno delle dinamiche aziendali che ad ora sono gestite da questa particolare figura professionale: tre realtà su quattro hanno ridotto i chilometraggi, oltre il 96% ha ridotto le trasferte, e, dato molto interessante, l’auto rimane ancora il mezzo centrale per gli spostamenti (l’85% del campione ha infatti dichiarato che dal 2019 ad oggi la flotta è rimasta stabile o, addirittura, è aumentata). Un’ulteriore spinta data dalla pandemia è quella verso delle forme di mobilità condivisa come il Corporate Car Sharing e le formule di mid/short term.

Conclusioni

Dalla survey emergono elementi molto interessanti da tener presente per affrontare questo delicato momento di transizione verso l’e-mobility che necessita, tuttavia, di un fondamentale supporto per decollare definitivamente:

  • Le grandi aziende sono il cuore della transizione energetica, ma per far sviluppare seriamente l’e-mobility è necessario che la rete delle infrastrutture cresca, soprattutto al di fuori delle città e in autostrada;
  • La sicurezza è una priorità assoluta e una responsabilità presa molto in considerazione dai Fleet e Mobility Manager, chiamati ad adottare i sistemi ADAS e a sensibilizzare sempre più i driver sul tema;
  • Il Fleet e Mobility Manager è una figura sempre più strategica e rilevante all’interno delle grandi aziende;
  • Le formule flessibili sono sempre più richieste dalle grandi aziende come alternative per frenare i disagi determinati dall’attuale carenza di prodotto.
Team SIFÀ

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