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stop diesel e benzina 2035
stop diesel e benzina 2035

Automotive in calo a seguito dello stop a benzina e diesel dal 2035

L’industria dell’automotive dovrà interrompere la produzione e la vendita di vetture a benzina e diesel dal 2035. È la decisione presa nel giugno del 2022 dai Ministri europei responsabili dell’ambiente che dovrà essere approvata in via definitiva nell’imminente periodo autunnale. Lo stop a benzina e diesel dal 2035 sta mettendo in crisi un settore produttivo già colpito dalla recente pandemia da Covid-19 e dai conflitti geopolitici.

Di seguito, analizzeremo nel dettaglio le conseguenze scaturite da questa decisione.

A rischio aziende e posti di lavoro

Con la decisione di bloccare la produzione e la vendita di vetture diesel in modo graduale entro il 2035, dando spazio alla mobilità elettrica, si è conclusa una lunga trattativa che ha visto le sue origini addirittura nel 2008, con la prima proposta dell’Unione Europea per ridurre del 20% le emissioni di gas a effetto serra entro il 2020.

La sfida si è rinnovata nel 2021 con l’adozione del pacchetto climatico Fit for 55, che contiene una serie di proposte legislative per raggiungere entro il 2030 la riduzione di inquinamento previsto dal Green Deal. Lo stop a diesel e benzina entro il 2035 è una delle ambiziose proposte di questo pacchetto, una decisione che darà una svolta decisiva e irreversibile al mondo dei trasporti.

Vuol dire trasformare in via definitiva il mondo dell’automotive in elettrico, raggiungendo obiettivi che neppure la sola produzione di auto ibride può raggiungere. Nonostante l’entusiasmo di chi attende la transizione definitiva all’elettrico, da subito sono emerse, anche nel nostro Paese, delle obiezioni:

  • L’Italia è tra i Paesi con il più alto numero di esportazioni di auto di lusso nel mondo. Marchi come Ferrari, Lamborghini o Maserati che al momento presentano proposte elettriche limitate o il cui lancio è previsto nei prossimi cinque anni: eliminare il motore termico significherebbe portare i marchi a sospendere la produzione di modelli storici e altamente prestanti, a favore di vetture che ad oggi sono solo ancora prototipi;
  • I prezzi delle auto elettriche sono ancora troppo elevati per una parte della popolazione che, secondo l’assessore allo Sviluppo Economico di Regione Lombardia, Guido Guidesi, non potrà permettersi l’acquisto di una vettura elettrificata;
  • In molte aree del territorio nazionale mancano le infrastrutture di ricarica per consentire alle auto elettriche di alimentarsi;
  • Nel nostro Paese si contano più di 160.000 dipendenti che lavorano nel settore dell’automotive, gran parte dei quali sono coinvolti nella produzione di vetture a motore termico;
  • L’elettrico non è l’unica alternativa ai carburanti tradizionali, in quanto esistono gli ecocarburanti che possono ridurre drasticamente l’impatto ambientale delle vetture senza necessariamente ricorrere all’eliminazione del motore termico.

Obiezioni lecite, provenienti da esponenti esperti del settore dell’automotive. Per quanto riguarda le auto di lusso e gli ecocarburanti, la risposta viene direttamente dal Parlamento Europeo, che offre una deroga per l’uso degli ecocarburanti, ancora da definire in termini di tempo, mentre le auto di lusso di marchi storici potranno essere ancora prodotte e vendute con motore termico anche dopo il 2035. Per quanto riguarda le altre obiezioni, i Governi si stanno mobilitando per individuare incentivi e interventi per favorire l’elettrificazione del parco auto interno al Paese. Preoccupa comunque la possibilità che le aziende e i lavoratori risentano dello stop della produzione di diesel e benzina entro il 2035. In tal senso, associazioni di categoria e sindacati hanno già lanciato l’allarme sul tasso di occupazione degli operai di automotive, con ben 70.000 posti a rischio. Inoltre, stanno già preoccupando i cali dei titoli del settore automobilistico, in particolare di Stellantis, Ferrari, ma anche Renault e BMW.

Noleggio a Lungo Termine come risposta alla richiesta di decarbonizzazione dell’automotive

Il Noleggio a Lungo Termine è tra le risposte più efficaci per supportare la transizione ecologica, perché immette in circolazione veicoli sempre moderni ed efficienti, a basse emissioni, con una quota importante anche di mezzi ad alimentazione alternativa, elettrica e ibrida. In Italia, peraltro, la difficoltà ad accedere alla mobilità elettrica è ancora elevata: mancano gli incentivi per il noleggio; i prezzi e i tempi di consegna delle vetture sono dilatati per via della crisi che stiamo vivendo e per i recenti sviluppi in ambito geopolitico; non vi sono abbastanza infrastrutture di ricarica. Queste sono alcune delle ragioni per cui le principali Case automobilistiche consegnano le auto in primis in quei Paesi i cui Governi avevano già previsto gli incentivi con largo anticipo.

Il servizio di Noleggio a Lungo Termine SIFÀ si rivolge ad Aziende, Enti Pubblici, Professionisti e Privati con soluzioni personalizzate in base alle esigenze del Cliente, che viene “sollevato” da tutte le incombenze legate alla proprietà del mezzo. Consente, infatti, di utilizzare il veicolo senza la necessità di acquistarlo e, al contempo, offre un importante contributo allo svecchiamento del parco circolante in Italia, tra i più vetusti e inquinanti d’Europa.

Per ricevere qualsiasi supporto e informazioni in merito al servizio di noleggio offerto da SIFÀ, è possibile scrivere a infonoleggio@sifa.it.

Team SIFÀ

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